Con la chiara bocciatura di un’estrema tassazione delle successioni di più di 50 milioni di franchi, la popolazione svizzera ha evitato l’esodo di persone benestanti e di importanti aziende familiari. “Con questo rifiuto i votanti hanno detto no a un’iniziativa eccessivamente ideologica, punitiva e che avrebbe avuto l’effetto opposto a quello desiderato”, ha sottolineato Leandro De Angelis, Presidente del PVL Ticino.
Servizio obbligatorio: l’ultima parola non è ancora detta
L’Iniziativa Servizio civico avrebbe garantito gli effettivi dell’esercito e della protezione civile e allo stesso tempo avrebbe permesso di fare un passo avanti per la parità dei diritti. “È stato sorprendente osservare come proprio gli ambienti borghesi che si battono per maggiori risorse a favore dell’esercito, abbiano combattuto l’iniziativa. Allo stesso tempo, anche coloro che solitamente si battono per la parità di diritti, questa volta non hanno voluto saperne della parità di trattamento tra uomini e donne”, ha spiegato Jürg Grossen.
Ma il dibattito sul futuro del sistema di milizia non si ferma qui. “Con questo NO rimane irrisolto il problema della carenza di effettivi nell’esercito e nella protezione civile. Vista la situazione geopolitica, ritengo che il tema dell’apertura e coinvolgimento delle donne debba essere ancora discusso,” ha detto Massimo Mobiglia, deputato verde liberale al Gran Consiglio ticinese.
Leandro De Angelis ha aggiunto: “Con questo rifiuto restano inoltre irrisolti i problemi di un sistema di milizia antiquato che perpetua ruoli di genere stereotipati. Mentre gli altri partiti hanno scelto uno status quo problematico, il PVL continuerà a impegnarsi per delle riforme verso una società e una Svizzera moderne.”