Con il NO odierno alla previdenza per la vecchiaia le riforme importanti restano lettera morta. La riduzione del tasso di conversione minimo, la flessibilizzazione e l’armonizzazione dell’età pensionabile, nonché la riduzione della deduzione di coordinamento sono e restano elementi fondamentali e indispensabili. Il NO odierno è il risultato dell’indisponibilità al compromesso del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati. I Verdi liberali avevano proposto dei percorsi intermedi, ma senza successo: ad esempio i 70 franchi in più di AVS avrebbero dovuto essere versati in modo adeguato al singolo fabbisogno e non a innaffiatoio a tutti i nuovi pensionati. “Ora bisogna attuare al più presto una nuova riforma. Per non ritrovarsi ancora una volta davanti a un mucchio di cocci, è indispensabile la disponibilità al compromesso da parte di tutti. Tutto il resto è irresponsabile nei confronti dei giovani e delle future generazioni”, ha dichiarato il Consigliere nazionale Thomas Weibel.
Un chiaro impegno a favore delle relazioni commerciali e dell’ecologia
La netta accettazione del controprogetto all’iniziativa per la sicurezza alimentare non apporta un grande valore aggiunto, ma conferma la politica agricola 2014-2017. “Il SÌ di oggi sostiene dunque un’agricoltura orientata al mercato. A questo va aggiunto un chiaro impegno a favore delle nostre relazioni commerciali, nonché a favore di una produzione e di una pianificazione territoriale sostenibile”, ha dichiarato Kathrin Bertschy.